Di vignaioli su Martedì, 26 Maggio 2020
Categoria: Appuntamenti

Le mille bolle rosè

La notizia dell'Ansa è arrivata concisa ma chiara " Il Comitato nazionale Vini del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha accolto la proposta di modifica del disciplinare di produzione della Doc Prosecco che prevede l'introduzione della tipologia Rosé. La modifica sarà formalizzata attraverso la pubblicazione della Gazzetta Ufficiale della Ue.
Il nome deciso dal Consorzio di tutela del Prosecco Doc per il nuovo vino è "Prosecco spumante rosé millesimato" e si prevede che potrà contenere dal 10% al 15% di Pinot Nero vinificato in rosso. (ANSA)

Noi vignaioli avevamo già preso le distanze da questa proposta, manifestando il dissenso con l'articolo pubblicato nel blog dei vignaioli indipendenti trevigiani, "Il nostro NO al Prosecco Rosè". La scelta, di natura strategica commerciale, si basa su leve comunicative come Prosecco e Rosè che unite rappresentano il nuovo prodotto pronto a colmare il vuoto commerciale soprattutto nei mercati internazionali, nel mercato delle richiestissime bollicine venete. In amore e in guerra tutto è lecito, anche nel business evidentemente, ma la nostra è un'anima contadina forse eccessivamente conservatrice e poco avvezza ai cambiamenti repentini, sta di fatto che pensare ad un Prosecco Rosè proprio non ce la facciamo. Il Prosecco ha una sua natura e una sua storia, è un vino ottenuto da un'uva che fino a qualche anno fa si chiamava uva Prosecco e che poi la normativa ha cambiato in glera ma poco importa, quella è l'uva e gli aromi e la struttura che si genera e quella con l'unica variabile conferita dal suolo. Poco importa se esista in qualche impolverato librone il fatto che tra queste terre qualcuno avesse piantato qualche filare di Pinot Nero, non saranno certo quelle due righe a creare la storicità. C'è bisogno di un appiglio storico? Bene ma non è la nostra di storia.

Rimaniamo nel nostro NO!

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